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Come si produce il caffè?

L'articolo è dedicato ad una curiosità che siamo certi non può non interessare a tutte quelle persone che bevono caffè in maniera quotidiana, ovvero come viene prodotto il caffè? Da dove arriva? Quali sono i processi che lo portano ad essere la bevenda più bevuta al mondo?

Scopriamolo insieme con questo articolo che minuziosamente affronterà ogni singola fase dalla A alla Z.

I due ceppi principali di caffè: arabica o robusta

Il caffè è una pianta che può vantare due grandi ceppi da cui si creano le diverse miscele, ovvero l'arabica e la robusta. La miscela robusta a differenza di quella arabica contiene esattamente in doppio della caffeina, in quanto geneticamente il DNA di un chicco di caffè di robusta ha 22 cromosomi mentre quello di arabica ne ha 44, esattamente il doppio.

La miscela arabica, tutto sommato è molto più pregiata rispetto alla robusta in quanto per produrla si richiedono condizioni differenti ambientali, infatti una pianta di caffè arabica cresce a quote elevate e necessita di molta pioggia, ed inoltre tale pianta è più vulnerabile alle malattie.

Fatta questa premessa sui due ceppi principali entriamo nel vivo della produzione del caffè dal chicco alla tazzina.

La germogliazione, la semina e il raccolto del caffè

Il seme della pianta di caffè una volta fatto germogliare rimane in condizioni protette per anche un anno, per poi essere piantato nei campi e solo dopo ulteriori due anni si potranno iniziare a vedere i frutti, simili a ciliegie, del raccolto dove sono contenuti i semi. Quando si procede con la raccolta, si tende a raccogliere solo i frutti rossi, lasciando sulla pianta quelli verdi (non ancora maturi), infatti per questo motivo le persone addette al raccolto tornano sul luogo per almeno 5 volte nel giro di tre mesi.

La prima lavorazione delle bacche di caffè

Una volta raccolte le bacche queste vengono lavorate il prima possibile in quanto più sono fresche più la qualità del caffè sarà migliore. In primo luogo vengono lavate con acqua poi una vite perpetua le carica in una macchina che ne rimuove polpa e buccia, infine un rullo le schiaccia su delle pareti da cui se ne estrae il chicco. Subito dopo questi vengono fatti asciugare su un pavimento di cemento al sole e la mattina vengono smossi, mentre la sera vengono lasciati riposare, poi vengono immessi di nuovo in un macchinario che ne verifica l'asciugatura per poi in un ultima fase permettere l'estrazione del vero chicco di caffè che è contenuto all'interno di una sorta di buccia che ha lo spessore di un papiro.

La tostatura dei chicchi di caffè

Dopo la prima fase, il chicco di caffè viene tostato, ovvero attraverso appositi macchinari i vari chicchi di colore verde vengono sottoposti ad un ulteriore lavorazione, questa lavorazione però non viene effettuata per quanto riguarda il caffè verde a che si differenzia dal normale caffè proprio per l'assenza di questo step di lavorazione, da cui ne deriva anche il nome legato al colore originale del chicco di caffè.

La macinazione dei chicchi di caffè

Fatta l'operezione di tostatura si passa alla fase di macinazione. Prima di macinare grosse quantità di caffè in grani si fanno dei test su piccoli quantitavi, circa un etto di caffè, in questo modo se la macinatura campione è soddisfacente si procede con il macinare quantitativi più grandi, effettuando opportune miscele tra arabica e robusta al fine di creare dei sapori unici, tant'è cheogni torrefazione è molto gelosa delle combinazioni che effettua e mantiene sempre la massima riservatezza a riguardo. Una volta macinato il caffè viene confezionato in appositi sacchetti, ovviamente il tutto avviene sempre tramite processi meccanici.

Infine una persona addetta alla degustazione, effettua un controllo del sapore, dell'intensità e di altre caratteristiche legate a questa bevanda.

 

Curiosità sul caffè, dagli Arabi fino ad oggi

 

Il caffè è la bevanda più bevuta al mondo, dopo l'acqua: ogni giorno sul nostro pianeta se ne consumano oltre 1,5 miliardi di tazzine. I numeri sono davvero impressionanti, ma si tratta di una abitudine che è diffusa in ogni angolo della terra, ad ogni latitudine!

Il paese che più di tutti ama e consuma il caffè è la Finlandia, ben 12 chilogrammi all'anno per persona. In Portorico invece i consumi pro capite sono i più bassi del mondo, con meno di mezzo chilo a testa all'anno. E l'Italia? Il nostro paese si trova al dodicesimo posto tra i maggiori consumatori di caffè, con poco meno di 6 chilogrammi ciascuno.

Ma da dove nasce l'amore per l'aroma del caffè? Intorno all'anno 1000, gli arabi avevano scoperto durante viaggi commerciali in Africa alcuni chicchi da cui si ricavava una bevanda eccitante, attraverso un processo di ebollizione. Questa bevanda veniva chiamata "qahwa" che significa proprio "eccitante", gli arabi la chiamavano "kahve" e da qui trae l'origine la parola italiana "caffè". Secondo un'altra ipotesi, il nome deriverebbe dalla regione etiopica Caffa, dove la pianta del caffè nasce in maniera spontanea.

Il caffè inizia a diffondersi nel 1600 anche in Europa grazie ai mercanti di Venezia, tuttavia in breve tempo la Chiesa si oppone all'utilizzo di questa bevanda per via delle sue proprietà eccitanti. Nel 1700 tuttavia, i caffè diventano un momento ufficiale di incontro per i filosofi e letterati illuministi. Anche il compositore Johann Sebastian Bach era un amante del caffè, tanto da dedicarvi la cantata del Kaffeekantate.

Come si prepara il caffè in Italia?

La prima caffettiera storica è quella napoletana, costituita da due bollitori sovrapposti verticalmente, che al momento dell'ebollizione vengono capovolti per fare in modo che l'acqua entri in contatto con il caffè macinato. La classica moka da fornello ha facilitato le operazioni di preparazione, perché il vapore spinge l'acqua attraverso il filtro pieno di caffè.

La prima macchina da caffè espresso ha un brevetto tutto italiano, registrato dall'imprenditore torinese Angelo Moriondo nel 1884. Grazie alla sua invenzione i tempi di attesa per il caffè si erano notevolmente ridotti: inizialmente i prototipi venivano distribuiti solo nei bar e negli alberghi.

Oggi però, gli italiano possono avere un caffè ancora più buono e semplice da preparare direttamente a casa o in ufficio, grazie alle macchine da caffè a cialde e a capsule.

Macchine da caffè con cialde o capsule, cosa cambia?

La differenza principale tra caffè in cialde e in capsule è il materiale in cui la macinazione è racchiusa. Il caffè in cialda si trova avvolto e pressato tra due fogli di carta del tutto simili a quelli che si utilizzano nelle bustine da thè. Il caffè si trova protetto ermeticamente, a garanzia di tutto il gusto originario. Questo tipo di caffè ha un positivo impatto sull'ambiente poichè lo scarto dopo l'utilizzo è biodegradabile e completamente smaltibile.

Il caffè in capsula è analogamente confezionato in atmosfera prootettiva all'interno di un sottile involucro plastico, che garantisce una igiene al 100%. A differenza della cialda che è sempre monodose, una confezione di capsule non monodose va consumata in un arco di tempo contenuto, per preservare tutte le qualità.

Per quanto riguarda il sapore, la scelta è assolutamente legata al gusto personale, non esiste una differenza oggettiva tra le due tecnologie di preparazione. Quello che però cambia è la qualità delle cialde, delle capsule e delle macchine da caffè utilizzate per prepararle. I prodotti distibuiti dalla Bottega delle Cialde Pavia rappresentano la scelta ideale per un caffè in ufficio o casa, proprio come al bar.

 

Che differenza c'è tra Robusta ed Arabica?

Nonostante le persone bevano caffè quotidianamente in pochi conoscono l'esatta differenza che passa tra un caffè con miscela Robusta o con miscela Arabica, anzi molto spesso fanno molta confusione e nonostante amino un tipo di caffè dicono di prendere l'altro e questo possiamo dirlo con cognizione di causa e molta esperienza in questo campo. Dunque l'articolo di oggi ha proprio l'intento di fare chiarezza una volta per tutte su questi due ceppi di caffè.

Il caffè dalla miscela Robusta

La specie di caffè robusta conosciuta anche come coffea canephora è spesso mal definita lo scarto dell'arabica, in realtà si tratta di un caffè di ottima qualità, tanto quanto il ceppo dell'arabica. Questo tipo di caffè cresce in condizioni di pianura/collina fra i 200 e 600 metri dal livello del mare, in quanto è molto sensibile alle variazioni di temperatura. Questo tipo di varietà ha una percentuale di caffeina maggiore rispetto all'arabica. Geneticamente la miscela robusta conta ben 22 cromosomi.

Il caffè dalla miscela Arabica

Il caffè nel suo ceppo dell'arabica, conosciuto come coffea arababica è quello che viene definito molto spesso il ceppo di caffè più costoso, cosa non sempre vera, anche se è vero che a parità di produzione produrre una miscela arabica ha dei costi maggiori, in quanto questo tipo di pianta cresce in condizioni montuose, ovvero in zone dai 900 ai 2000 metri sul livello del mare e per questo è soggetta ad escursioni climatiche e condizioni di crescita completamente diverse rispetto alla robusta. L'arabica ha una percentuale di caffeina molto inferiore rispetto alla robusta. Geneticamente questo tipo di caffè ha 44 cromosomi, esattamente il doppio di quelli della robusta.

Molto spesso ci domandano quale sia la miscela migliore tra le due, oppure ci chiedono qual'è il miglior caffè, ovviamente una risposta oggettiva a tali domande non esiste in quanto si tratta pur sempre di una questione di gusti.

Tornando un attimo alle due varietà vi ricordiamo che per gli amanti del 100% arabica nel nostro negozio potete trovare:

  • - Capsule Gimoka 100% Arabica

Mentre per gli amanti del caffè forte e cremoso consigliamo senza dubbio Borbone miscela nera in capsule o cialde.